Cinque domande a…Tommaso Caldarola
Tommaso Caldarola è autore di Uno Zombie a Deadville, Avventura dell'anno 2000.
1) Allora, Tommaso: presentati. Età, professione, segni
particolari...
Ho 31 anni, vivo a Bitonto, Bari. Sono progettista software presso una società
che sviluppa soluzioni basate sull'interazione vocale uomo-macchina. Le
mie passioni, molto prevedibile, sono la letteratura e il cinema horror/splatter,
adoro il grind-core - branca estrema del metal- mi piace giocare a calcetto
e da 3 anni seguo costantemente l'IF italiana.
2) Quanto hai
impiegato a scrivere Uno zombie a Deadville?
Ho impiegato tre mesi, non molto considerando il fatto che ho imparato
Inform mentre scrivevo Zombie, e che il tutto l'ho fatto durante la pausa
di lavoro a pranzo.
3) Avventura preferita?
La mia preferita è Non sarà un'avventura
(di Roberto Barabino, avventura dell'anno 1999, ndr), primo perchè
grazie a NSUA mi è venuto lo stimolo di imparare Inform, secondo
avendo qualche difficoltà con l'inglese e per mancanza di tempo ho
dovuto abbandonare avventure belle, come Zork ad esempio, che non
erano affatto male. Ultimamente mi era venuto il priscio - leggi divertimento
- di giocare a Anchorhead, ma ahimè mi sono subito ritirato:
dovevo stare ai tempi dell'università!
4) A quando il tuo prossimo gioco?
Ci sto lavorando, anche se molto lentamente!!!! La storia è già
bella e pronta, tutta su carta, l'ho divisa in episodi, presumo 3! Spero
che prima delle vacanze sia pronto almeno il primo, altrimenti se ne parlerà
in autunno. Inoltre sempre in autunno inizierò una collaborazione
con un mio amico per un progetto di "un'avventura in versi". Di
cosa si tratterà? Beh, è ambientata a Pecos Town, ho detto
tutto!!!
5) Cosa ne pensi dell'IF in Italia?
Secondo me è in costante crescita, certo con alti e bassi,
ma comunque in crescita. Ogni tanto si percepisco un po' di apatia, forse
dovuta al fatto che poche avventure testuali vengono rilasciate. A me ad
esempio è piaciuta molto l'idea di Marco Vallarino, quella di mettere
in palio tre libri, in questo senso si potrebbe fare qualcosa per poter
stimolare noi tutti.