A quiet evening at home: una stupidaggine programmata male che resuscita la "caccia alle parola".

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Se avete letto la riga di presentazione, c'è ben poco da allarmarsi per gli spoiler perché immagino che un avventuriero come si deve abbandonerà questo insulso giochetto nel giro di mezz'ora, come ho fatto io. A quiet evening at home è solo una perdita tempo, anonimo in tutto: non c'è il nome dell'autore (che forse non ha il coraggio di firmarsi), non ci sono credits né alcuna informazione. Indizi di sciatteria che dovrebbero fin da subito far pensare a che cosa ci troviamo di fronte, un'avventuretta dalla trama piatta che sembra un tutorial mal fatto.

L'obiettivo è fare tutto quello che si fa quando si arriva a casa dopo il lavoro: andare in bagno, cucinare, guardare la TV, ma anche l'azione più semplice qui diventa un dramma, come nell'enigma (parola grossa) della zuppa: pensate che versarci sopra dell'acqua bisogna azzeccare esattamente la frase altrimenti il parser non capisce. Insomma, torna la "caccia alla parola" anni Ottanta nella maniera peggiore.

E poi, mi chiedo perché mai un altro enigma si basi sul fatto che devo cercare il bagno… a casa mia. 

Inoltre, l'incuria nel gioco si vede in tante altre piccole cose: mancanza di punteggiatura, refusi, pochi sinonimi, descrizioni elementari e frettolose.

Ragazzi, tenetevi alla larga da questa presa in giro.