Ho voluto raccogliere qui commenti, critiche e complimenti a Kazan. Buona lettura. E attenti agli spoiler, meglio giocare prima di buttarsi sui commenti.

RikTik, 28 dicembre 2002

Ciao francesco, innanzitutto auguri! e complimenti per la tua ultima creazione…

Come sensazione generale devo dire che il gioco è bello ma non entusiasmante, l'inizio (diciamo fino a quando non arriva il primo uomo) è piuttosto noioso (a causa credo degli enigmi scelti), poi invece acquista più ritmo e diventa assai più godibile ed intrigante, peccato che il finale sia un po' sciapo. Con una migliore interattività (nella parte iniziale), ed un finale più
a sorpresa sarebbe stata certamente una vera chicca. Come bug ho riscontrato solo questo: quando caricavo la partita, non so perché, winfrotz 2002 mi stampava anche parte delle istruzioni (quelle sulla spiegazione di cosa siano le at). niente di male però un po' fastidioso.
Dicevo della parte iniziale:
Ci si ritrova dentro una camera blindata (e fin qui va bene), si presuppone che l'ambiente sia piuttosto piccolo con pochi oggetti eppure l'interazione tattile non è approfondita, ad un certo punto sputano fasci di luce che come raggi laser illuminano solo un oggetto, ma queste sorgenti luminose non sono visibili ne con esse si può interagire (se c'è un faretto, lo posso spostare?! posso togliere la lampadina?!). La catenella al posto di un interruttore è un poco ridicola, non fa parte della scena (stiamo parlando di un mondo in cui esistono camere blindate e bazooka). La finestra (a parte l'opportunità di una finestra in una camera blindata) non si apre, però ha una persiana, come si apre la persiana? Solo rompendo il vetro. Non è realistico ci sarà un congegno elettrico o manuale, magari non funzionante, ma ci sarà.
Il gatto, lo posso prendere per togliergli il collare, ma non mi accorgo che ha un tatuaggio, lo vedo solo attraverso un riflesso (di una luce parabolica visto che il gatto lo immagino tra la superficie riflettente e la sorgente di luce). non è molto corretto, se ho il gatto a portata di mano dovrei avere il diritto di rivoltarlo come un calzino. Il tizio del bazoka non si comprende bene da dove venga e che ruolo svolga, se non quello di ritardare l'uscita dalla camera. E' poco comprensibile il così diverso coefficiente di penetrazione di un fucile di precisione rispetto alla pistola da una distanza ravvicinata.

Credo che trattandosi di una monocamerale, avresti potuto/dovuto approfondire i pochi oggetti presenti e quelli ad essi possibilmente collegabili. Permettendo azioni strane ancorchè inutili (es. parla al gatto) In più sarebbero da rivedere un paio degli enigmi, che non si amalgamano bene nella storia (almeno il riflesso ed il bazoka).

Giovanni Riccardi, 3 gennaio 2003

Ho cominciato a giocare a Kazan appena Francesco me lo ha inviato, qualche giorno prima del rilascio ufficiale. Stavo facendo qualche test su Infit 2.1 e volevo vedere come la nuova versione della libreria si comportava in situazioni reali. Il Kazan inviatomi da Francesco era una versione precedente a quella pubblicata, ma conteneva tutti gli elementi della release ufficiale anche se doveva essere ancora ritoccato qua e là. Appena avviato il gioco un particolare mi ha favorevolmente impressionato: Kazan è un gioco di Francesco Cordella. Mi spiego meglio. In Kazan si respira, fin dalle prime battute, la stessa atmosfera di Flamel. Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi (che vengono caratterizzati in maniera graduale nell'arco di tutta l'avventura), il particolare modo di scrivere, lo svolgersi dell'azione, tutto mi ha richiamato alla mente Flamel. Ritengo questa mia sensazione una cosa particolarmente positiva. È importante per gualsiasi autore (anche di AT) che le sue opere non risultino anonime, ma che al contrario siano caratterizzate da uno stile ben preciso. Riuscirei senza problemi a riconoscere un'avventura di Enrico Colombini o una di BDB: lo stile che le caratterizza è ben definito. Anche nelle avventure della Infocom, se le analizzate con un po' di attenzione, riuscite a riconoscere la mano di questo o quell'altro autore. Francesco è riuscito in questo e ritengo giusto dargliene atto. Per quanto riguarda il gioco vero e proprio (continuato e finito con la versione pubblicata), dico sinceramente che non mi è piaciuto un granché. Quello che avevo apprezzato in Flamel e cioè l'aspetto narrativo (supportato anche dalla linearità degli enigmi) si è rivelato un'arma a doppio taglio. Kazan è un One Room Game, un gioco breve, e la linearità dell'azione castra il giocatore rendendolo quasi solo uno spettatore (che ogni tanto preme qualche pulsante). Sono pochissimi gli elementi con cui interagire e solo un paio (chiave e fucile) servono veramente.

Per quanto riguarda la programmazione ci sono degli errori nel parser dovuti a Infit 2.1 (di cui mi scuso, ma era una versione beta della libreria). Uno in particolare non mi ha permesso di finire il gioco sul mio palmare perché mandava letteralmente in crash la macchina. Francesco, comunque mi ha già promesso una nuova versione compilata con Infit 2.1 ufficiale. Un errore dovuto invece a Francesco riguarda la gestione dei movimenti del gatto. Per farlo saltare sul cubo, probabilmente ha usato un daemon basato su un fattore di probabilità. Fatto sta che una volta ho voluto ricominciare il gioco (sapendo già che dovevo prendere il gatto sul cubo per afferrare il collare) e il gatto non è saltato sul cubo prima di una settantina di azioni: un po' troppo mi sembra. In questo caso un Timer non avrebbe guastato: "Se il gatto non salta sul cubo prima di un tot di azioni lo faccio saltare io sul cubo (bypassando il daemon che lo gestisce)".

Per concludere, mi sento di dare a Kazan una sufficienza (che è una media tra un buon voto per l'ambientazione e la scrittura e una interattività quasi inesistente). Mi piacerebbe una nuova versione di Kazan con qualche elemento in più con cui interagire. Lo spazio per miglioramenti c'è e sicuramente non inficeranno su trama e atmosfera.

Tommaso Caldarola, 6 gennaio 2003

Ho appena terminato Kazan, di Francesco Cordella. Beh che dire, dal punto di vista narrativo è una conferma di quanto di buono il buon Francesco ci aveva presentato con Flamel mentre a mio (modesto) parere non tanto posso dire a proposito degli enigmi. Forse vuoi per la One Room Game, vuoi per la lunghezza la prima parte (cubo, cassapanca) mi è sembrata "legnosa", o come diciamo dalle nostre parti è stata inserita per allungare al brodo. Per ben due volte ho dovuto sbirciare il thread degli spoiler perché mi son trovato bloccato, e dopo aver letto la soluzione (o il suggerimento) sono rimasto deluso in quanto le azioni suddette, entrambe sul ripiano, le avevo escluse a priori perché considerate, da me, ripetitive; ad esempio, dopo aver preso il collare avevo ignorato volutamente il fatto che il gatto continuasse a salire sul ripiano trovandomi di conseguenza bloccato a causa del codice. Mi è piaciuta tantissimo invece la parte relativa all'ambiente esterno, ho "goduto" nella spontaneità del comando <guarda fuori> mentre
ritengo che la parte con la donna poteva essere migliorata. In conclusione un altro buon lavoro del Cordella, non posso che augurargli di scrivere un'altra avventura, come esercizio, meno narrativa ma + enigmatica!

Ifitalia.info Admin, 12 marzo 2003

Ero molto curioso quando Francesco mi ha chiesto di provare le sua nuova creazione, ma devo ammettere di essere rimasto leggermente deluso, forse perchè mi aspettavo un nuovo Flamel. Forse l'errore e' mio, ma il confronto tra le due opere nasce spontaneo.
Non fraintendetemi, Kazan e' scritto bene, in alcuni tratti benissimo (Francesco sa usare molto bene le parole, e quando ho letto il frammento dell'Impero delle Luci ho pensato "Come vorrei averlo scritto io…"), e sia il protagonista principale che i comprimari sono ben disegnati, molto "vivi", e forse appena leggermente stereotipati.
Si respira un'atmosfera intrigante fin dalle prime battute, gli enigmi non sono male e soprattutto sono ben contestualizzati e infine il gioco è costruito e programmato bene. Ma qualcosa non funziona in tutto questo, come una ricetta che usa ottimi ingredienti ma non riesce come dovrebbe riuscire. Non mi sono ritrovato catturato dalla trama e dal mondo costruito da Francesco, come invece mi e' successo con Flamel. E mi e' parso che, come un meccanismo che talvolta s'inceppa, il gioco non scorresse fluido come invece scorreva Flamel.
Una delle cause, forse la principale, di ciò è da ricercarsi secondo me nel limite principale che Francesco si è autoimposto, ovvero quello dell'unico ambiente. Sara' che personalmente le avventure One-Room non mi stimolano particolarmente ne' come giocatore ne' come autore (e infatti spero che il prossimo concorsino abbia un altro tema), e sento molto la mancanza della parte esplorativa e della mappetta su carta, ma trovo insoddifacente il "respiro corto" che hanno le avventure di questo genere, e Kazan non fa eccezione.
Riassumendo, Kazan e' una discreta avventura, ma poteva essere molto meglio.

Una nota a parte merita il finale: l'idea del cambiamento di personaggio, con ogni personaggio che e' convinto di essere il vincitore, e' geniale, ma a mio parere manca anch'essa del giusto respiro ed e' sfruttata solo a metà; avrei preferito un maggior numero di "personaggi interpretati" (almeno uno di piu', la donna), prima dell'ultima scena finale.