Signore e signori, anche quest'anno One Room Game Competition 2008 è stata un successo: sette giochi iscritti – quattro in italiano, tre in inglese – sono un ottimo risultato, considerato che a pochi giorni dal termine credevo di dovere annullare tutto per assenza di partecipanti.Invece, cari autori, siete stati straordinari. E devo dire che le avventure sono tutte di buon livello: sarà la costrizione monocamerale che vi stimola, chissà? Comunque, grazie, grazie, grazie.
E c'è anche un premio speciale per il miglior recensore!
Ho messo mano al sito più oggi che in tutti i mesi passati. Vabbe'. Comunque, sempre per la gioia di Roberto Grassi, ecco un'altra bella recensione di una avventura testuale: Il Verso dei Morti di Lorenzo Chiodi. Con pregi e difetti.
E già, ogni tanto anch'io gioco le avventure testuali. Quest'anno mi sono cimentato con alcuni prodotti della IF Comp 2008, che ho trovato profondamente deludenti. Le recensioni le ho scritte quando la Comp, finita in questi giorni, era ancora in corso. Se vi va di leggerle, sono qua. Ma una cosa è certa: questa benedetta gara allontana i pochi autori sulla scena dalla realizzazione di giochi lunghi e complessi. Purtroppo.
Neanche fossi vittima di un complotto, i primi pezzi che ho giocato della IF Comp, le cui recensioni posterò presto, sono vere e proprie ciofeche… Erano anni che non mi mettevo così sotto con la IF Comp, ma si vede che ho scelto l'edizione sbagliata. Spero di sbagliarmi, spero che le prossime avventure che giocherò in questi giorni siano migliori…
Con piacere, leggo in giro che già qualcuno invoca la One Room Game Competition 2008 e allora confermo che, anche quest'anno, la gara per avventure testuali ambientate in una sola stanza, ci sarà: il termine ultimo per iscrivere i propri giochi sara' intorno a meta' novembre, come al solito. Presto su questi lidi pubblichero' date ufficiali e bando ufficiale.
Solo ora, a distanza di qualche mese da quando l'ho conclusa, ho preparato la recensione di una avventura che parte da ottime premesse, ma delude, nonostante porti la firma prestigiosa di Benoit Sokal: Sinking Island.
In questa domenica di luglio, ho finito dopo un mesetto di gioco sporadico un gioco notevole: Sherlock Holmes-The Awakened. Lo consiglio a tutti gli avventurieri. Perché? Leggete qui.
Forse e' un problema mio. Ma ultimamente, mi capita di trovare facili enigmi ritenuti molto difficili, e di trovare difficili enigmi ritenuti normali.
Per esempio: ho provato Culpa Innata, gioco osannato ma a mio avviso pretenzioso e stucchevole, e mi sono trovato di fronte a enigmi tutti dello stesso tipo: puzzle da assemblare, colori da sistemare, cubi di Rubik, schemi elettrici. Per me, roba inutile, fuori contesto e inutilmente difficile (si va per tentativi, annoiandosi a morte), tanto che enigmi del genere invitano ad abbandonare il gioco. Eppure, a leggere le recensioni gli enigmi di Culpa Innata sono ritenuti "corretti", "di discreta difficolta'" eccetera. Per me sono solo fumosi rompicapo che non danno alcuna soddisfazione e convincono a consultare una buona soluzione gia' scritta.
Tutt'altro è successo con gli enigmi di Undercover: Operation Wintersun, onesto gioco con spy-story. Si tratta di enigmi strutturati sulla combinazione di oggetti e sul classico "usa oggetto con". Non ci sono puzzle, sequenze da centrare, cubi di rubik, giochi del 15.
Ebbene, diverse recensioni giudicano "difficili" gli enigmi di questo, chi addirittura "difficilissimi". Per me, invece, sono rompicapo sì, ma intelligenti. E soprattutto danno soddisfazione.
Possibile che un "gioco del 15" o un enigma tipo "Simon" (il gioco della sequenza dei colori da ripetere) siano considerati piu' semplici, e addirittura appassionanti, di enigmi basati sugli oggetti? Mah.