In questa pagine le recensioni e i commenti sui giochi della One Room Game Competition 2006.

Occhio agli spoiler!!!

Paolo Lucchesi ha scritto:

Frankenstein III
prova di avventura testuale monocamerale.
(c)Corvo di Odino
Inguardabile e ingiocabile, tanto da far pensare ad un qualcosa di volutamente malfatto, da far pensare che l'autore aspiri al molto discutibile onore dell'ultimo posto.
A parte la brevità e l'esilità della trama, l'avventura è irrisolvibile senza guardare la soluzione: la "cabina" non viene mai nominata esplicitamente, la "grossa leva" rimane innotata fino al momento giusto e i due comandi fondamentali sono sbagliati ("ripara fusibile" invece di "sostituisci fusibile", "accendi leva" invece di "tira leva").
Inoltre la stanza è mal descritta, priva di qualsiasi oggetto nominato o supposto: dove sono i macchinari elettrici, le candele, il tavolo? e soprattutto, dov'è la creatura?
Infine a una prosa che lascia molto a desiderare di per se si aggiungono errori di battitura e una grammatica che mal regge e che culmina nel sacrificio rituale di un congiuntivo proprio nell'ultima frase.
La cosa che si nota, in conclusione, è che quest'avventura non ha subito il minimo playtesting, probabilmente nemmeno da parte dello stesso autore. E questo è il suo problema principale.
Aggettivo: "teribbile"
De Reditu
Avventura Testuale italiana.
Copyright (c) 2006 da Massimo Corso.
Ci sono molte piccole cose che non vanno, in quest'avventura. Qualche maiuscola di troppo, una prosa corretta ma spesso pesante a leggersi (e che di tanto in tanto ricorda i Britanni di Asterix), una giocabilità un po' macchinosa e dalla causalità abbastanza opinabile, i png un po' troppo monodimensionali e un po' poco reattivi. Si tratta di difetti minori, anche se mi ha particolarmente disturbato la disonestà di un oggetto che compare miracolosamente in un contenitore precedentemente vuoto. Certo, possiamo considerarli peccati veniali che spero vengano corretti in versioni future. Ma sicuramente inficiano la qualità globale del gioco. C'è anche del buono in De Reditu; è ottima l'ambientazione (che poteva essere resa meglio, ma questo è secondo me uno dei limiti delle ORG) e anche l'idea di partenza; non è facile mettersi a giocare con la storia. E il finale, pur non originalissimo, non è affatto da buttare via.In generale "De Reditu" si aggiunge alla lista delle buone idee sviluppate in modo non eccepibile.
Aggettivo: imperfetta
Lo Sforacchiato Giallo
Un'avventura testuale di Veronica Auretta e comp.
L'avventura non è particolarmente originale, e l'abitacolo in genere è già stato usato più volte come ambientazione one-room. Però l'ambientazione storica è particolare ed è ben resa, ed il ritmo è frenetico al punto giusto.Gli enigmi sono della giusta difficoltà (considerando che sono quasi tutti da risolvere "a tempo"), ben contestualizzati; per contro anch'essi difettano un po' di originalità (a meno di non considerare tutto il sistema di guida un enigma).
In generale tutta l'avventura è realizzata con sufficiente cura del dettaglio e non pare presentare grossi problemi. Ha la brevità e la limitatezza classiche delle avventure monocamerali, ma, giocandola, si spera che Veronica produca presto qualcos'altro, qualcosa di più ampio respiro.
Aggettivo: promettente
Il Diavolo a Venezia Un crimine in maschera di Lorenzo Carnevale.
(Nota: sono stato betatester per questo gioco)
Non è male, quest'avventura. Intrigante nella trama e negli enigmi, sufficientemente ben scritta, programmata con competenza e senza grossi problemi, e con un protagonista deliziosamente e decadentemente amorale.Per contro il gioco non è nemmeno esente da difetti: l'ambientazione veneziana è quasi impercepibile (in parte per la claustrofobica limitazione della singola stanza) e lo svolgimento degli eventi, nel suo volersi ispirare ad un'opera già esistente (o, peggio, volerla seguire nella trama), è nel finale abbastanza meccanico e poco intuibile da parte del giocatore.In conclusione l'avventura lascia intuire le potenzialità di Lorenzo come autore, ma non le lascia esprimere a pieno. Aggettivo: intrigante
It's Easter, Peeps!
Copyright (c) 2006 by Sara Brookside
Inesorabilmente l'aggettivo che meglio definisce quest'avventura è "carina". Nel tema festivo e favolistico, nello stile allegro (ma non umoristico) e leggermente surreale, nei puzzle semplici e gradevoli (anche se la loro inclusione nel contesto è un po' debole), nell'inclusione di "feelies" estremamente pasquali e a loro volta "carini". E anche nella doppia versione z-code/adrift. Da un punto di vista meramente tecnico, l'avventura è realizzata molto bene, con molto gusto del dettaglio e con molta cura, ed è in questo sicuramente superiore a gran parte delle avventure nostrane iscritte alla ORGC2006. Per contro le si può imputare solo il fatto che, per sintassi e per oggetti simili, spesso obbliga il giocatore ad inserire comandi abbastanza verbosi. Per chiudere, non si deve cercare qualcosa di sconvolgente o di straodinariamente originale in quest'avventura, ma solo qualcosa di piacevole da leggere e da giocare.
Aggettivo: "carina"
Lazy Jones e l'ultima crostata!
Un avventura di Gabriele Lazzara e Carmelo Paterniti
È innegabile che La avventure di Lazzara e Paterniti siano in molti modi inconfondibili; nel bene e nel male (ma soprattutto in quest'ultimo) hanno un loro stile. E ovviamente anche quest'ultima loro fatica non fà eccezione.Su di una trama esile e che malamente si regge in piedi, i due autori costruiscono situazioni ancora più assurde e paradossali e ostacolano il giocatore con enigmi dalla logica quanto meno opinabile (senza mai preoccuparsi dell'esistenza di possibili soluzioni alternative e magari maggiormente logiche). Il tutto è narrato in un italiano a tratti "particolare" e in uno stile comico e umoristico, ma di una comicità facile e caciarona e che spesso non riesce affatto a divertire.Anche la cura del prodotto è abbastanza approssimativa, con qualche errore di battitura, di grammatica (ah, questi congiuntivi) e di programmazione (perchè mai il frisbee dovrebbe essere chiuso?). Come in Italia succede spesso, la carenza di playtesting è evidente. Per contro anche questi problemi in fondo rimangono "in stile". Aggettivo: sconclusionata
Galeotto fu il Canotto (Tre modi per buttare l'ancora)
Un'avventura testuale di Andrea Rezzonico
Per la seconda volta Andrea Rezzonico ci propone una sua rilettura interattiva di un pezzo di storia della musica leggera italiana. Il pregio principale di quest'avventura è il suo stile narrativo: leggero, umoristico, scanzonato, con quell'aria da commedia nera che è difficile non apprezzare. Molti passaggi sono di per sé piacevoli a leggersi. Inoltre le citazioni precise dal testo (una per tutte, il contenuto del cestino) sono una ciliegina sulla torta. L'unica mancanza, forse, è un finale a sorpresa.
Per contro il difetto principale del gioco è, come spesso accade nelle trasposizioni da opere già esistenti, la seria carenza di interattività: per procedere il giocatore dovrebbe essere in grado di leggere la mente dell'autore (o la soluzione); tra comandi particolari e sequenze di azioni rigorose, risulta veramente ostico, se non impossibile, terminare l'avventura senza aiuto.
Tecnicamente e linguisticamente l'avventura è sufficientemente ben fatta, ma all'autore è sfuggito un bug estremamente fastidioso (che si manifesta dopo aver conversato e che può rendere impossibile la conclusione del gioco).
Aggettivo: umoristica
Forma Mentis
Avventura a stanza singola di Paolo Maroncelli
In generale questa è un'avventura decisamente ben riuscita. L'ambientazione è ben resa, scritta in una prosa corretta e scorrevole (fatta eccezione, purtroppo, per l'introduzione), il gioco è ben implementato (senza grossi errori), la trama è appassionante. Inoltre il giocatore si trova di fronte ad una serie di enigmi che ruotano attorno all'utilizzo di "macchinari fantascientificamente tecnologici"; ebbene, questi enigmi sono molto ben pensati e contestualizzati, stimolanti, hanno giusta difficoltà, necessitano di una certa dose di ragionamento e infine sono gratificanti per il giocatore che li risolve. Certo, si tratta di un avventura molto "di genere", sia per l'impostazione da FS classica ma anche per la presenza forte dei suddetti enigmi, ma questo non rappresenta certo un demerito; potrei arrivare a dire che nel panorama internazionale degli ultimi anni questo possa, ovviamente in un'opera ben costrusita, costituire piuttosto un punto a favore.
C'è anche qualche difettuccio, certo, che lascia intuire una certa "immaturità" dell'avventura (nel senso che sembra rilasciata troppo presto); piccole sviste e un png un po' troppo limitato. Ma tutto sommato è poca cosa.
Aggettivo: appagante
Final Selection
An Interactive Text Adventure
Copyright (c) 2006 by Sam Gordon.
Final Selectio
n è un'opera estremamente peculiare e interessante, nel suo distaccarsi dai canoni odierni della narrativa interattiva.
Il punto più debole, volutamente debole, è rappresentato dalla trama esile, pressoché inesistente. Chiaramente essa è solo un pretesto per catapultare il giocatore in una stanza piena fino all'inverosimile di oggetti più o meno comuni (bilance, mappamondi, quadri e altro ancora) e sottoporgli una "diabolica" serie di enigmi e problemi.
Tali enigmi sono comunque interessanti, mai scontati, e anche se all'inizio sembrano esageratamente difficili, esplorando si possono sempre trovare e raccogliere indizi che possono aiutare a raggiungere la soluzione.
La realizzazione è pregevole, curata nel dettaglio, quasi esente da errori, con una scrittura semplice ma efficace e adatta al tipo di gioco. In particolare sottolineo la gestione degli appunti del personaggio, il comando "WHERE IS" e, soprattutto, la gestione della "focalizzazione" rispetto al punto della stanza dove si trova il personaggio (utilissimo, vista la densità di oggetti e di azioni da compiere).
Final Selection è dunque un'avventura quasi completamente priva di parte narrativa, e per questo potrà non piacere a tutti, ma la solidità degli enigmi e l'implementazione la rendono un prodotto di indubbia qualità.
Aggettivo: cerebrale.

Marta ha scritto:

Frankenstein
Non riesco a fare niente all'inizio perchè vedo solo la scrivania ed il cassetto, e persino "guarda macchinari" mi ritorna: "non vedi nulla del genere"!
De reditu
forse era il mio computer ma mi dava dei problemi di visualizzazione con frotz… inoltre, la spada è nella cassa ed infatti riesco a prenderla, ma non a vederla! Ho dovuto affidarmi ciecamente all'aiuto. inoltre non sono riuscita in nessun modo a trovare il sigillo imperiale in quanto neppure il verbo perquisisci o guarda dentro cadavere funzionano, e con ipazia ho modo di interagire pochissimo.
Sforacchiato giallo
E' un'avventura senza complicazioni, non esistono soluzioni affidate al caso, ma ogni enigma è risolvibile usando una logica concreta. Dà l'idea di trovarsi davvero in un aereo! L'unico punto debole è forse il fatto che le soluzioni agli enigmi sono un tantinello scontate: quando ho saputo che l'aereo perdeva benzina, ho subito guardato nell'inventario già sapendo che ci avrei trovato un chewing gum. Ma nel complesso è davvero una bella avventura.
Diavolo a Venezia
Assomiglia più delle precedenti ad una avventura testuale in piena regola, che non risente del fatto di trovarsi in un'unica stanza. Gli enigmi sono carinissimi e mi sembra ambientato molto bene.
Galeotto fu il canotto L'idea è bellissima (anche se un po' truce!), le piccole note che aggiunge ogni tanto sul comportamento di Claudia sono divertentissime e fanno calare moltissimo nel personaggio, anzi, portano a condividerne lo scopo, pensando a tutte quelle persone a cui, per un motivo od un altro, vorremmo aver fatto fare la stessa fine!
Lazy Jones e l'ultima crostata
Lazy jones fa come al solito morire dal ridere, e l'avventura con tutte i suoi personaggi, gli enigmi da risolvere in varie parti della stessa stanza, le molteplici interazioni possibili, è senza dubbio per me la più bella tra le partecipanti. Molte avventure one-room davano l'impressione di voler dire "C'è solo una stanza, non è possibile costruire un'intera avventura, tuttalpiù si può fare qualche azione obbligata". Lazy jones e l'ultima crostata mi sembra quella che è riuscita ad allontanarsi più da questo modo di vedere i one room game, e per questo gli do i pieni voti!

Roberto Grassi ha scritto:

De Reditu
Bella l'idea, discrete le parti narrative non interattive. Il gioco risulta tuttavia scadente nella interazione. Gli obiettivi sono poco chiari e c'è qualche "guess the verb". Le potenzialità ci sono, manca l'esperienza.
Frankenstein
E' difficile dare un voto a questo "gioco" date le esiguità della storia e della interazione. L'oggetto piu' importante, poi non è nemmeno nella descrizione. Molto scadente.
Galeotto fu il canotto
Prosegue lo "stile Rezzonico" con avventure a sfondo 'omicida' basate sulle canzoni italiane. Questa volta giochiamo a fare gli assassini sulle note di Galeotto fu il Canotto di Renato Zero. Il gioco è divertente (come la canzone, del resto) ed anche il personaggio non giocante è abbastanza curato.
Il Diavolo a Venezia
Bella atmosfera, buon design. Il mio gioco preferito. Narrazione elegante e curata. Enigmi interessanti e non banali (in alcuni casi un po' forzati, come quello per aprire l'armadio). Mi sembra che ci sia una 'caduta' di coerenza nel finale che lascia un po' di amaro in bocca. Merita di essere rigiocato per capire meglio le caratteristiche e gli obiettivi dei personaggi (soprattutto il marito).
Lo Sforacchiato Giallo
Non saprei dire perchè, ma questa avventura, seppure assurda in alcuni momenti, mi ha divertito, probabilmente per lo stile entusiastico dell'autore. D'altra parte, alcuni enigmi sono al limite della accettabilità. Tuttavia, il gioco resta sempre in equilibrio sul pericoloso crinale tra logica e surrealismo e risulta, alla fine, divertente.

Il Marca ha scritto:

Il diavolo a Venezia
Rendere lo "spessore narrativo" in una "one room" non e' facile…ma Carnevale c'e' riuscito. Originale la trama. Ricco il dizionario. Coinvolgente.
Lo sforacchiato giallo
Originalissima trama , simpatica la narrazione , dizionario buono.Forse un po' "cervellotico" in alcuni passaggi.
Galeotto fu il canotto
Trama un po' …"ribollita" (un Armando in versione marina). Dizionario limitatissimo che costringe ad una estenuante "caccia alla parola" , fastidiosi "non vedi nulla del genere" anche in elementi espressamente citati nella descrizione. Parafrasando proprio il nostro Rez in una recente recensione "uno dei peccati capitali degli autori di AT…"

Angela ha scritto:

Forma mentis
Molto curata la preparazione dell'"enigma" da risolvere in laboratorio. Molto apprezzata la fatica fatta per meditarlo! Anche l'ambientazione è stata molto gradita.
Galeotto fu il canotto
Molto accattivante la trama, semplice ma efficace!

Mariarita ha scritto:

Lo sforacchiato giallo di V. Auretta
Un'avventura dal sapore fresco, sicuramente molto originale anche se nontrasmette quel senso di avvolgimento che è tanto difficile trovare. Comunque èscritta molto bene e non mi sembra ci siano grossi difetti di realizzazione. Il primo enigma mi ha messo un po' in imbarazzo, ma il resto è andato viaabbastanza liscio.
Forma Mentis di P. Maroncelli
Amo la fantascienza. Questa avventura mi ha stupito per il grado diinterazione messo a disposizione. Armeggiare con l'attrezzatura mi ha datomoltissimo gusto! Inoltre c'era un'ottima atmosfera, con un senso di misteropalpabile; prosa buona e trama abbastanza originale che, ad avventuraconclusa, getta un'ombra sinistra su un lavoro deliziosamente inquietante.
Lazy Jones e l'ultima crostata di G. Lazzara e C. Paterniti
Spassosa! Non è certo il genere di avventura che preferisco, infatti non misento di andare oltre la sufficienza.Comunque è apprezzabile e credo che gli amanti potranno trovarla divertente.

Dan Adams ha scritto:

It's Easter, Peeps!
Once you can get over the bright fruitiness of the plot and setting, the adventure is somewhat enjoyable; however, there is an underlying creepiness about how much an eccentric middle aged shopkeeper with "an air of mischief" (as stated in the story) knows about my hypothetical 4 year old son. Also, all of the frilly stuff that fluffed up the game to 5 megabytes (especially the adrift installer when the zcode version was available) was completely unnecessary.
Final Selection
The game play and problem solving was enjoyable; however, the story seemed unrealistic. It reminded me strongly of a mac adventure game called Safecracker. Some of the clues were impossibly hard to find and I would have never thought of them without looking at the solution file. These included the metal ball (I don't think ice expansion would be enough to break a metal ball) and the key in weight number 10. However, there were some really cool puzzles, such as the scale and the keypad (I recognize that pattern!) and the globe. These ideas are very Myst-ic and intriguing. I felt like I was playing a graphic adventure!

Lorenzo Monti ha scritto:

Forma Mentis
L'introduzione a questa ossessiva e visionaria avventura assicura al giocatore di non avere scampo.
Un vento infernale lo barrica infatti all'interno di un ambiente che il Maroncelli ha saputo dettagliare abilmente. Ogni oggetto interagisce (per quanto ho potuto provare) in maniera completa e credibile, svelando una trama fra Cronenberg e Ridley Scott.
Venice
Una classica trama investigativa, ben consolidata nella sua ambientazione, pecca solo di un eccessiva staticità della scena. Va bene, è una single-room, ma l'avventura si gioca solo con dosi abbondanti di caffè!